Sono molti i nostri allievi che studiano per diventare make up artist che si chiedono come si sia evoluta la loro futura professione. Con questo post esploriamo brevemente la storia del trucco cinematografico.

Dal cerone al fondotinta

La storia del make up inizia insieme a quella del teatro, quando gli attori in scena erano illuminati da lampade a olio o candele. Queste luci calde e flebili li obbligavano ad applicare grosse dosi di cerone e altro make up per esasperare i tratti del viso, in modo da poter essere visibili anche dagli spettatori più lontani dal palco.

Con l’avvento delle nuove luci a gas nel XIX secolo, molto più luminose, la tecnica di trucco cambiò adattandosi ad esse, tanto che Ludwig Leichner creò una linea di ceroni color pelle.

Arriviamo così ai primi del ‘900 e all’avvento del cinema. Il problema che dovettero affrontare i protagonisti dell’epoca del muto era collegato alla pellicola utilizzata, che trasformava le tonalità calde in grigio scuro o nero e i colori freddi in grigio chiaro o bianco.
Per far risaltare il viso gli attori, che in questa fase si truccavano da soli, dovettero abbandonare il make up utilizzato a teatro a favore di nuove tecniche.

È in questo periodo (precisamente nel 1914) che Max Factor crea il primo trucco creato appositamente per il cinema, il Supreme Greasepaint: fondotinta chiari e semiliquidi, facilmente applicabili, con un risultato decisamente più naturale del cerone.

Le dive, oltre al fondotinta, utilizzavano rossetti scuri, in modo che le labbra fossero ben visibili. Era importante anche il trucco degli occhi, che dovevano lanciare sguardi profondi e magnetici: le attrici usavano ombretti scuri leggermente sbavati, mascara, ciglia finte e matite nere.

Dopo la metà degli anni ’20 i registi iniziarono a usare un nuovo tipo di pellicola, sempre in bianco e nero ma molto più sensibile ai colori, e fu di nuovo Max Factor a creare nuovi strumenti (come il Panchromatic make up) per il trucco degli attori.

Nuove tendenze, nuove evoluzioni

Ci sono anche fattori sociali e storici che contribuiscono al cambio di tendenza per quanto riguarda il make up: se negli anni ’20 la donna era fragile e diafana, negli anni ’30 era molto più fredda e quasi mascolina, con labbra dalla forma più naturale e occhi meno definiti.

È in questo periodo che il truccatore inizia a essere riconosciuto come figura a sé stante, diventando un mestiere di rilievo nell’industria cinematografica.

Dopo l’avvento del colore invece le tecniche di make up non saranno più collegate a supporti tecnici come luci e pellicole, evolvendosi in base alle mode e ai nuovi prodotti.

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